INTER vs Rubin Kazan
2 - 0
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31' Eto'o, 19'(st) Balotelli

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Chi sta meglio dopo il turno

di Champions, tra le Italiane?
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SE NON LI AVETE LETTI

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a cura di Andrea

Se siamo quello che oggi siamo, gran parte del merito va al signor Roberto Mancini. Lui ci ha preso da sfigati, simpatici e perdenti e ci ha reso, anche grazie a Calciopoli, belli, bastardi e vincenti. Il Mancio, indi per cui, uno spazietto nel mio cuore nero-azzurro lo avrà sempre. Per questi motivi, sentire il suo nome affiancato alla Juventus mi mette un pò in subbuglio, ma mi rendo conto che il calcio è questo e nulla può l'ardore e l'amore di un gruppo, per quanto possa essere grande, di tifosi. Devo ammettere che molti elementi remano a favore di questo clamoroso ritorno in panchina del tecnico di Jesi. Partiamo dai fatti alla base di tutto: Ciro Ferrara è inesperto e stranamente se ne son resi conto anche i navigatissimi dirigenti di casa gobba. La Juventus è una squadra attualmente allo sbando ma che, con una guida tecnica affidabile ed esperta, non avrebbe alcun problema a lottare per lo scudetto. Mancini è l'uomo giusto per loro a mio parere: ama le sfide (vedi quando giunse da noi contro tutto e tutti); troverebbe in bianco-nero molti giocatori che avrebbe voluto allenare già quando allenava da noi; non ha mai negato a nessuno la sua fede bianconera di quando era ragazzino; in questi giorni sta rilasciando interviste a destra e a manca con dichiarazioni che appaiono quasi come un'autocandidatura alla panchina della Vecchia Zocc...ehm, scusate, Signora. La Juventus, a mio modesto parere, è l'unica Società che oggi come oggi potrebbe offrire un progetto tecnico all'altezza delle pretese del Mancio ma soprattutto è l'unica Società italiana che oggi necessita di un allenatore come lui. Insomma, tutti gli astri sembrano posti nella giusta convergenza perchè avvenga ciò che fino ad alcuni anni fa sarebbe stato impensabile. Eppure....eppure ci son anche elementi avversi e non son di poco conto. Innanzitutto, a Vinovo e vicinanze, le simpatie e le antipatie del tifo contano, eccome se contano, basta vedere il non-buon fine della trattativa che stava portando Stankovic alla Juve (son ancora qui che ringrazio ogni gobbo che incontro) oppure la cacciata in malo modo di Ranieri di pochi mesi fa. Il Mancio è da tutti i tifosi juventini visto come l'anticristo, colui che ha vissuto Calciopoli dalla parte sbagliata e che ha portato agli odiati rivali tanti titoli e vittorie, colui che ha combattutto per i rivali ed ha vinto con essi, portando nell'inferno della B la amata squadra. Li capisco, ho vissuto le stesse esperienze emotive quando Lippi pose il suo tanto osannato culo sulla nostra panchina, ma la differenza è che Lippi voleva rovinare l'Inter (e ce la fece, eccome se ce la fece! Un pò penso gli dispiaccia di non essere riuscito a portarci in B), mentre il Mancio ha bisogno di una panchina come ossigeno, per rilanciare la sua carriera, per dimostrare a tutti che Moratti ha sbagliato. Ma forse, più dei tifosi, è proprio l'amatissimo Lippi ad essere il vero ostacolo: è risaputo che dopo il Mondiale, in casa Juve, per il tecnico viareggino, è già pronto un posto da DG (direttore generale, non modello di Dolce & Gabbana eh) ed è proprio per questo che fu scelto Ferrara, ovvero perchè uomo fidato di Lippi che doveva traghettare la Juve nella nuova era vincente. Chi avrà la meglio? Il buon senso calcistico o le bizze di una tifoseria e la prepotenza di una ex leggenda? Non ne ho la minima idea, starò alla finestra ed osserverò i fatti, poi commenterò. Certo, se un giorno di aprile vedrò seduto sulla mia panchina uno scazzato portoghese e sull'altra una sciarpetta ed un ciuffetto a me tanto cari, un pò mi piangerà il cuore, ma so che è il calcio moderno, in cui i sentimenti vanno messi da parte per il business, il merchandising, l'improvement societario e per altri paroloni che sinceramente non vogliono dire una sega per la mia mente tifosereccia. Mi rendo conto solo ora che, nonostante non abbia nulla contro Mourinho, lui ne ha di strada da fare per sbalzare fuori dalla storia dell'Inter un certo Roberto Mancini.....che se ne sia accorto il Mago di Setùbal? Noto che ultimamente mette sciarpette molto chic (probabilmente sotto consiglio dei fidi stilisti Branca & Oriali) ed è da circa mezzo secolo che non va da un parrucchiere facendosi crescere i capelli in modo da avere un ciuffo brizzolato innanzi alla fronte corrucciata....bah, ci manca solo che inizi ad uscire a cena con Sconcerti e la metamorfosi è compiuta.
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Scritto da Alex
A distanza di pochi giorni dalla sfida di Torino, “tirata” veramente giù per il cesso per quanto ci riguarda, sia noi che la Juve ci siamo risvegliati con scenari completamente differenti da Sabato sera.
Noi, per fortuna, abbiamo sfoderato una grande prova contro una squadra per niente facile come il Rubin Kazan, nonostante a mio parere una palese cagata di Mou che dietro tre punte e un centrocampista offensivo ha pensato bene di schierare Motta e tenere in panca Cambiasso; abbaiamo sbagliato poco e giocato molto, concretizzando ancora una volta meno di quello che abbiamo creato.
Uniche note negative della serata gli infortuni di due giocatori cardine con quello di Samuel più rimpiazzabile per ruolo di quello di Dejan e, mia personalissima sensazione, un inizio di distacco di Mourinho dall’ambiente
nerazzurro, proprio in una serata che doveva essere perfetta; evidentemente la figuraccia di Torino ha lasciato il segno (quella contro la Juve non può e non deve mai essere una partita come le altre, nemmeno nel trofeo Birra Moretti, ricordatelo Mou!) e l’impressione è che il portoghese si stia rompendo le palle non poco del calcio italiano in generale, e non è che gli si possa dare torto più di tanto.
Alla faccia dei criticoni che continuano a sostenere che l’Inter non ha un bel gioco (ma qualcuno mi sa spiegare per esteso in che cosa consiste avere un “bel gioco”?) credo si possa dire che la squadra ha giocato proprio bene e non è certo la prima volta quest’anno.
Diciamo che quando abbiamo avuto l’occasione di dare il colpo di grazia ad un avversario già tramortito non
siamo stati abbastanza cinici da farlo (Barcellona, Juve), e sotto questo aspetto dobbiamo senz’altro crescere.
Quando ci siamo trovati alle corde, abbiamo invece tirato fuori il meglio, sfoderando grandi prestazioni condite anche da un buon livello di gioco (Milan, Dinamo, Rubin); il che non è affatto poco.
Di sostanza diametralmente opposta è stato il risveglio in casa Juve, dove si credeva di essere di colpo diventati una “squadra fortissimi”dopo la partita vinta contro di noi, complice un avversario “molle” e, lo ribadisco, condizionamenti ambientali e arbitrali non trascurabili; basti pensare che, per lo stesso identico intervento realizzato da Caçerès, su Milito non è stato fischiato il rigore, sul giocatore del Bayern (Olic?) invece sì.
E’ bastata una squadra in un periodo non certo splendido, mancante inoltre dei due giocatori di maggiore qualità (Ribery e Robben), per mettere ferocemente a nudo tutti i limiti dell’attuale organico, della guida tecnica e della gestione societaria della Juventus, che commette ora errori di mercato che prima non commetteva; certo era comodo con Moggi e la GEA che controllavano il 75% dei giocatori italiani validi, oltre ad essere un ottimo conoscitore del mercato, questo non si può non riconoscerlo. Tutto l’ambiente ha concentrato e conseguentemente esaurito nella partita di sabato tutte le motivazioni e le tensioni positive, lasciando il posto a un rilassamento totale che ha determinato la situazione che abbiamo visto tutti.

L’ho già detto nel mio articolo “d’esordio”: l’odio (in questo caso sportivo) alla lunga non porta a nulla e fa perdere di vista la giusta dimensione delle cose.
Finchè nell’ambiente Juve si vivrà con l’odio e l’ossessione dell’Inter, difficilmente per loro arriveranno buoni risultati; speriamo che lo capiscano il più tardi possibile. Alla fine del mini-ciclo noi ci troviamo primi in classifica con +4 sulla seconda e +5 sulla terza (la Juve appunto)e negli ottavi di Champions; loro si trovano a -5 dalla vetta e relegati in Europa League (che sono obbligati a giocarsi).
D’accorso, avrebbe potuto concretizzarsi una situazione anche migliore per noi, ma mi chiedo:
chi sta meglio e chi peggio ? A voi la risposta.
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a cura di Andrea

Era la partita decisiva per il nostro cammino in Champions e non l'abbiamo sbagliata. Ho visto l'Inter che siamo abituati a vedere in campionato e non quella loffa d'Europa. La cosa mi rincuora. Mourinho si trovava di fronte ad un bivio, ed ha preso la strada giusta, con scelte coraggiose ma azzeccate, dimostrando che non è assolutamente vero che non punta su Balotelli, tanto che nella sfida più importante lo pone in campo dal 1° minuto. C'è un fatto da sottolineare: le sfide contro Dinamo Kiev e quella di ieri contro il Rubin erano decisive ed in un modo o nell'altro non le abbiamo sbagliate, che ci sia un cambio di rotta mentale?
In ogni caso, un match importante come quello di ieri sera merita un analisi tecnica giocatore per giocatore, ecco quindi il mio pagellone. Il resto del lavoro lo lascio volentieri a Sergio ed ad Alex eheh.

JULIO CESAR: 6+ Il suo stato di forma è ok, quello mentale un pò meno. Anche ieri fa un paio di uscite così così, ma poi si rifà salvancoci il culo in altrettante situazioni. Abbiamo bisogno di lui
SAMUEL: s.v. Si fa male troppo presto per rimanere impresso nelle menti di noi tifosi
CORDOBA: 6.5 E' il tipico caffè della sua Nazione, forte, nero, amaro ma che dà la forza giusta. E' il solito Ivan Ramiro, un pò grezzo, ma sempre efficace e senza fronzoli. In questo momento sinceramente lo vedo come il compagno perfetto di reparto con Lucio.
LUCIO: 7 Domina incontrastato nella nostra retroguardia. Anticipa, corre, chiude, riparte. Di più da lui non si può chiedere e va benissimo così. Certo, non che avesse grandi avversari di fronte
MAICON: 6+ La sua presenza sulla fascia è imprescindibile per le nostre sortite offensive, perchè è l'opzione aggiunta in più, giungendo dalle retrovie, crea sempre scompiglio. Ancora disattento in alcune fasi difensive
ZANETTI: 7.5 Se alla sua età riesce ancora a giocare come ieri bisognerebbe clonarlo. P-A-Z-Z-E-S-C-O
STANKOVIC: 6 Corre e lavora molto, ma fatica a trovare i tempi giusti di raccordo tra difesa ed attacco, costringendo spesso i difensori a lanci lunghi senza esito. Rimane sempre utilissimo. L'infortunio non dovrebbe essere nulla di grave fortunatamente
CAMBIASSO: 6.5 Non gioca molto, ma dimostra di essere un centrocampista coi controcazzi, basta vedere il numero che fa al 90° al limite dell'area russa
THIAGO MOTTA: 6.5 Nessuno se lo aspettava ma a centrocampo è lui il vero perno: non tiene mai troppo palla, la fa girare e detta ordine in mezzo al campo e ieri ne avevamo un forte bisogno. Giocasse sempre così sarebbe l'acquisto dell'anno
SNEIJDER: 6.5 Il suo piedino viene tenuto un pò a riposo, ma quando lo usa, ragazzi, fa cose pazzesche. Lì a centrocampo riesce anche a dare quantità, dimostrando di essere intelligente come pochi e talentuoso come ancora meno.
MUNTARI: s.v. Sostituisce uno stremato Balotelli, ma la gara era ormai indirizzata
BALOTELLI: 8 - IL MIGLIORE - Cacchio, questo è un campioncino. Ancora mostra segni di deficienza adolescenziale (il giallo preso è da vera testa di cazzo), ma quando ti risolve le partite come ieri sera, non si può fare altro che alzarsi ad applaudirlo. Un gol ed un assist che decidono il tutto. Se poi Mourinho si arrabbia perchè in panchina, sudato ed al freddo, non mette la giacca, c'è solo da capirlo: non può permettersi ora come ora di perdere per malanni stagionali questo diamante grezzo.
ETO'O: 7 Fa gol con un missile terra aria da distanza ravvicinata, poi tanta corse e sacrificio. Tutti si aspettavano da lui il gol in trasferta ed arriva contro la Juve; tutti si aspettavano che finalmente diventasse decisivo in Europa e segna. C'è ancora chi ha nostalgia di Ibrahimovic? Io no di certo.
MILITO: 6- Non insufficiente perchè sarebbe un peccato in una serata così, ma sinceramente è l'unico che delude un pò. Certo, a sua discolpa c'è da dire che deve lottare contro Cesar Navas e Popov, due giganti, ma forse è un pò stanco e fatica a trovare i suoi spazi.
MOURINHO: 7 Era la sua serata e non sbaglia un colpo. Dimostra di fidarsi di Balotelli schierandolo da subito, ma soprattutto dimostra grande intelligenza tattica schierando una Inter iper-offensiva ma molto equilibrata.
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Non avevamo davanti una porta con la rete, ma due cancelli alti e verdi. C'era il rischio, che a pallonate, fossero gli altri ad aprirci una strada, ma siamo stati all'altezza e con due goal splendidi, ci siamo aperti la strada che volevamo, oltrepassando il cancello giusto, quello che conduce agli ottavi di Champions League.

Siamo scesi in campo determinati, ma tesi come se avessimo cominciato la partita a tre minuti dal termine e sotto di un goal. Lanci lunghi, palle sprecate, un Rubin pressante, ma decisi e vincenti nei contrasti.
Così non poteva bastare, serviva un goal per togliere la pressione, che rendeva bollente la palla. Samuel si infortuna (che sfiga), entra Cordoba (bentornato) e forse nella sfortuna guadagnamo in copertura sulle loro ripartenze, anche se nei primi minuti il Colombiano sembra Bruce Lee e ne stende un paio.
Si respira nell'aria, tutti lo vogliamo, vogliamo vincere. Zanetti, terzino di sinistra, scalda i motori, disabilità il programma di Stand-by e palla al piede si addentra nella folta difesa Russa, giocando al “Prova a prenderla”, che a lui riesce benissimo. Il Passaggio, dettato forse da un rimpallo, viene raccolto sulla riga di fondo da Mario, che di tacco serve al centro Eto'o, il cui missile terra-aria si insacca in porta e con lui tutte le nostre ansie!
Pur continuando a mostrare i nostri difetti, diamo “spolvero” ai nostri pregi, rischiamo qualcosa , ci perdiamo a volte in trame senza sbocco già in partenza, ma Julio è in serata e abbiamo voglia di correre. Il primo tempo dice Inter, ma il Rubin è squadra solida e ben organizzata e nella ripresa, per una decina di minuti prova a trovare il pareggio, impossessandosi del centrocampo e schiacciandoci sulla trequarti.
Questa sera però c'è un certo Sig.Mario Balotelli dalla nostra e un Eto'o veramente in partita, coadiuvati dal frizzante e pungente Sneijder, che la differenza la fa e si sente, chiedere al palo della porta difesa da Ryzhikov (ma che piede ha questo?), per conferme.
Torniamo a portarci in avanti, gestiamo bene la palla, ma soprattutto, udite udite, si corre! Lucio in difesa è impeccabile e la furia Colombiana scaccia spettri a destra e a manca, tutto bene, si gestisce, ma si deve chiudere la partita.
Punizione, palla ai 97 km/h e fine, titoli di coda per il Rubin, con la sassata di Mario, che torna Super, e chiude la partita!.
Onore ai nostri avversari, che non hanno mai mollato, onore a Milito che ha passato una serata da “carta moschicida” portandosi a spasso i difensori del Rubin, mentre Eto'o e Balotelli lo stendevano! La frustrazione dell'argentino è tutta in una sua incursione in area, quando si intestardisce a dribblare anche se stesso, pur di provare a trovare la porta! Principe stai sereno, segnerai alla prossima, magari già domenica!.
Determinati a vincere, determinati a dimostrare che nulla ci è precluso, questo è quanto i nostri Ragazzi dovevano fare, ma non solo per se stessi, per la Società o il Presidente, ma per noi tifosi. Noi che in campo c'eravamo anche a Barcellona o a Torino, scuotendo le cancellate che ci separano dal campo, trasmettendo la nostra energia, il nostro sogno, ma che senza di loro siamo impossibilitati a concretizzare!. Noi che siamo sempre in prima linea, che combattiamo agli angoli delle strade, fermi ad un semaforo rosso o all'interno di un bar, giorno dopo giorno nella vittoria o nella sconfitta!.


Abbiamo giocato per vincere e abbiamo vinto, ma a cosa cavolo pensavamo quindi sabato sera? E a Barcellona? Mistero! Usciamo da una finale soddisfatti e contenti, ma nulla è ancora fatto, anzi è ora che arriva il bello! Bordeaux, Chelsea, Real o forse Siviglia, a voi la scelta, sarà comunque una sfida incredibilmente importante!.
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a cura di Andrea

Ci son situazioni ed ambienti in cui essere persone perbene conta davvero poco, anzi, diventa una colpa. Il calcio essendo diventato un business, è un ambiente dove o sei uno squalo o vieni mangiato. Moratti è il tipico esempio di pesce rosso che è stato azzannato per anni e anni ed anche oggi non è riuscito a divenire nient'altro che, al massimo, un piragna, non di certo un vero predatore del mare.
Cosa c'entra tutto questo con la Champions e la partita di stasera vi chiederete giustamente. In realtà conta poco o nulla, ma è una riflessione da fare secondo me dopo la pessima prestazione della Juventus di ieri sera. I bianco-neri si ritrovano come Presidente questo Jean-Claude Blanc che di calcio non ne sa un fico secco (e si vede), ma che ha il pregio d'essere una persona perbene e, proprio per questo motivo, è odiato o comunque rifiutato da gran parte del pubblico zebrato. Beh, certo, dopo essersi abituati a sgherri alla Moggi, Giraudo, Bettega e Lippi, della gente chiara, pulita, forse solo un pò tontolotta, come Cobolli Gigli o Blanc, porta ad una sorta di rifiuto istantaneo. L'1 a 4 di Torino non è il semplice crollo di un progetto e la disfatta (ammettiamolo, molto dolce per noi) di una Società che attendeva la Champions per dichiararsi ufficialmente risorta, ma è il crollo del progetto del futuro calcio italiano. Inter e Milan son due estranee in un panorama calcistico che sta andando sempre più verso "l'autosostentamento" economico e gestionale e di cui la Juventus si ereggeva ad esempio da seguire. Il suo fallimento rischia di essere il fallimento di un intero sistema e dà un monito importante per chi di calcio si vorrebbe interessare in futuro: siate un pò stronzi, perchè qua, di persone perbene, non ce n'è bisogno.
Passando oltre a questa parentesi strutturale, si può portare avanti un ugual discorso sul piano strettamente tattico: Ferrara è una brava persona, ma non ha la stoffa dell'allenatore. Buffon ha il menisco rotto? Ma si, se dice che può giocare facciamolo giocare, mi fido di lui. No! Tu, allenatore, devi avere la capacità di tenerlo fuori per il suo bene ed il bene della squadra. Se Del Piero non è al 100% (e non lo è) non puoi tenerlo in campo nonostante tutto. Infine, anche se per Felipe Melo e Diego i tuoi superiori hanno speso 50 milioni, te ne devi fregare e se vedi che non girano devi avere abbastanza pelo nello stomaco da tenerli in panchina. Voglio dire che per fare l'allenatore devi essere in grado di lasciare da parte talvolta il "cuore" ed usare solo la testa, anche rischiando di risultare antipatico. Mourinho è l'esempio perfetto: se ne frega di tutto e va per la sua strada, forse esagerando anche a volte, ma è così che ti guadagni rispetto e vittorie. Stasera spero che il mister metta in campo gli 11 che stanno meglio, al di fuori di preferenze di tifo e criticoni del settore, spero che inculchi nella testa dei ragazzi che un eventuale fallimento risulterebbe un fallimento non solo per l'FC Internazionale, ma per tutta l'Italia che l'anno prossimo rischierà di poter portare nell'Europa che conta solo tre squadre e non quattro. Economicamente un mezzo cataclisma, tecnicamente la fine della conclamata superiorità italica. Non pretendo cuore, perchè se non c'è stato contro la Juventus, nelLA Partita con la P maiuscola, non posso pretendere ci sia con il Rubin Kazan, ma voglio testa e gambe ben collegate e funzionanti a pieno reggime. Ma soprattutto non voglio 11 persone perbene in campo, voglio 11 stronzi cattivi, perchè nel calcio abbiamo visto che fine fanno i bravi.
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In realtà ci sono poche cose da dire, pochi giochi di parole con i quali si possa analizzare più o meno velatamente la partita che ci aspetta domani sera!
Se con Barcellona e juventus si trattava di partite importanti, ma dal cui risultato non prescindeva direttamente nessun obiettivo, quella con il Rubin è una vera e propria finale, dalla quale uscirà la formazione che si qualificherà per gli ottavi di Champions League.
Nella solita conferenza stampa pre-partita Sneijder è apparso sereno e ha fatto nitidamente intendere, che sarà finalmente della partita.

"Quella di domani sarà una partita difficile. Se sto bene? Il fatto che sia qui in conferenza stampa lo dimostra, sarebbe un po' strano sedere qui e non poter essere a disposizione per la gara di domani sera".

Un sospiro di sollievo, un giocatore che possiede caratteristiche tecniche attualmente latitanti nel gioco dei nostri ragazzi, un rinforzo notevole, un ritorno gradito e aspettato che va a completare uno scacchiere che vede anche il ritorno di Maicon.
L'olandese fa il modesto, ma credo sia consapevole dell'importanza che lui ha nel gioco offensivo dei Nerazzurri:
"La mia squadra ha giocato e ha vinto anche quando io non ho potuto dare il mio contributo; non credo sia stato solo merito mio quando l'Inter ha vinto ed io ero in campo perchè ha vinto anche senza di me. Sono uno dei giocatori che domani saranno a disposizione dell'allenatore. Ci aspetta una gara molto importante e dobbiamo vincere sia che io sia in campo sia che non lo sia".

E' apparso invece risoluto, infastidito e convinto che l'Inter vincerà, Josè Mourinho. Nel corso di una conferenza stampa monosillabica in cui ha dribblato le domande sul campionato e sul morale dell'ambiente Nerazzurro, limitandosi a rispondere solo alle domande attinenti alla partita di Champions League contro i campioni di Russia del Rubin Kazan.
Ancora una volta Josè sottolinea come gli alberi alla Pinetina, siano sempre affollati da guardoni o giornalisti, che dir si voglia:

"Voi giornalisti siete tutti bravi a sapere la formazione prima della partita, siete tutti bravi perchè quando io dirigo l'allenamento, voi potete spiare dagli alberi o sapere qualcosa dai vostri informatori. Questa volta neanche i miei assistenti sanno con che tipo di squadra l'Inter scenderà in campo domani, lo so solo io. Voglio vedere domani mattina se sarete bravi a leggere i miei pensieri e a scoprire la squadra che giocherà domani".

Mentre in risposta alle dichiarazioni di Sandro Mazzola, che in settimana aveva dichiarato, che se l'Inter non avesse vinto con il Rubin, Mourihno sarebbe andato via dall'Inter a Giugno, Mou ha riservato una frase breve, diretta e sicuramente efficace:

"È lui che firma l'assegno che ricevo per il mio lavoro?".

A mio avviso, abbiamo a disposizione un solo risultato utile; sarà una partita davvero difficile, un bivio dove sbagliare strada può proiettarti in tutt'altra dimensione!
DOBBIAMO, VOGLIAMO, POSSIAMO...VINCERE!.
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Dopo un'esplosione atomica o una catastrofe naturale, i sopravvissuti vagabondano per la città distrutta, alla ricerca di un segno di ciò che il passato era, ma non sarà mai più.
Dalle televisioni echeggiano slogan impropri, quasi rubati alla fantascienza, slogan che recitano più o meno così "Abbiamo meritato di Vincere".
A parlare sono nemici pomposi, che hanno preparato una trappola ad hoc, nella quale siamo caduti come "pere cotte".
Le dichiarazioni di Mou alla vigilia, sembravano dettate dal buon senso ed invece avrebbero dovuto spaventarci, perchè lui come e prima di noi, c'è cascato!
Forse adesso Mou potrà togliere quel "un pò" davanti al "ho capito", perchè le sfide con la juve non sono mai solo tre punti.
Il nostro buonismo e la nostra sufficienza, sono stati fuori luogo, un contrasto evidente, che a visto scendere in campo 11 agnellini nella tana del lupo, nel contesto di uno stadio pronto al pollice verso!
Ci siamo fatti abbindolare dai toni soft imposti a causa della forte tensione che i tifosi bianconeri avevano studiato a tavolino e abbiamo lasciato Mario in panchina, dopo che i vertici del calcio ci avevano già ingiustamente privato di Maicon.
Non servono scuse o arbitri incapaci, per giustificare una sconfitta così annunciata, mai ci avrebbero permesso di chiudere il campionato a Torino, ma noi nulla abbiamo fatto per contrastare tanta imposizione e quindi la colpa è solo nostra!
E' stata una sfida non bella, equilibrata, ma strana, dove ci siamo adagiati ad un avversario mediocre, che era però consapevole, al contrario nostro, dell'importanza che una vittoria avrebbe avuto ed ha quindi messo in campo gli attributi per compensare il divario tecnico.
Così sulla pista di pattinaggio di Torino una partita che avrebbe dovuto finire in parità è stata compromessa da uno splendido goal di Marchisio, unico atto discriminante, unico gesto atletico rilevante, che ha fatto la differenza.

Ormai c'è poco da dire o da fare, c'è da pensare alla vendetta, perchè ci sarà un Inter vs juventus il 18 Aprile 2010 e dovremo riservare loro la stessa accoglienza e la stessa moneta!
Adesso c'è da pensare alla Champions, il passato si nasconde nei meandri della memoria , perchè c'è una finale da vincere, una porta da abbattere per giungere agli ottavi e continuare a coltivare il sogno Europeo.
L'importante è trarre insegnamento dagli spagli e in questo senso, mercoledì sera, mi aspetto un'Inter “incazzata”, determinata a spazzare via l'avversario.
Forza e coraggio ragazzi, ciò che non uccide fortifica e noi siamo vivi e vegeti!
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Stavolta come titolo dell’articolo ho scelto una canzone di Cocciante, perché ne descrive perfettamente il contenuto.
Come si era forse notato nel mio post di commento all’articolo di Andrea, temevo molto questa partita da un punto di vista extracalcistico dopo avere conosciuto la designazione dell’arbitro della gara, un arbitro mediocre che si è salvato dall’epurazione del dopo Calciopoli probabilmente perché molto amico di Collina.

Aggiungiamo che al processo-farsa di Napoli (perché ormai l’hanno capito tutti che è una farsa che a tutto mira fuorché veramente colpire i responsabili di quel decennio 1997/2006) salta fuori a 8 anni di distanza, e guarda caso alla vigilia di Juve-Inter, un certo guardialinee Coppola a dire che ricevette “dall’alto” (notare la terminologia tipicamente mafiosa) pressioni per “ammorbidire” un referto dopo un’espulsione di Cordoba; cosa che lui non fece e che gli precluse, negli anni successivi, di continuare a svolgere la sua attività in serie A.
Punto primo non specifica da chi arrivarono le pressioni; punto secondo lui non lo fece e quindi non ci fu alcuna alterazione del referto e della conseguente squalifica; ma soprattuttopunto terzo: anche se fosse effettivamente avvenuto, chi a livello anche dilettantistico non ha mai provato, da giocatore o dirigente che fosse, a intercedere per un proprio compagno espulso, a torto o a ragione?
Dove sta allora questa bomba mediatica?
Piazzata però nel momento giusto, e opportunamente sottolineata ed amplificata dai Media (Canale 5 l’ha menzionata nel TG delle 20.00 quando solitamente non parla mai di sport tranne la Domenica) ha contribuito ad aumentare il sentimento di rivalsa e il clima da“accerchiamento” dell’Inter.
Aggiungiamo poi che il campo è stato abbondantemente bagnato poco prima dell’inizio della gara, come se non fosse piovuto abbastanza, per cui si è così giocato su un terreno dove si faceva fatica a stare in piedi quasi fosse una partita di calcetto su una saponata; operazione che sembra proprio avere avuto lo scopo di favorire la squadra meno tecnica, altrimenti non se ne vede la ragione. In questo contesto è maturata una direzione di gara “ad hoc” del “signor” Saccani il quale, oltre a negarci due rigori, uno dei quali assolutamente netto per fallo di Cannavaro su Samuel ad assegnare la punizione alla Juve dalla quale è scaturito l’autogol di Lucio per un fallo assolutamente inesistente di Samuel con sceneggiata di DelPiero, facendola battere pure da posizione completamente errata (avanzata e più centrale), ha lasciato i giocatori della Juve menare di brutto senza quasi mai estrarre il cartellino, almeno all’inizio, mentre i nostri, al minimo contatto, venivano subito sanzionati.
I cartellini li ha tirati fuori solo nel finale quando ormai la partita era già decisa, tipico atteggiamento di un arbitro scarso e privo di personalità.
E’ stata una partita inguardabile dove in pratica non si è giocato a calcio, situazione che premia solitamente i più scarsi, cioè, in questo momento, quelli della Juve.
Quando ho sentito quel “furbettino napulitano” di Ferrara dire che avevano meritato di vincere, mi è venuto da vomitare e ho abbandonato la postazione dove ero rimasto fino a quel momento deluso e frastornato.

Non è sempre per accampare scuse e fare i “piagnoni”: le responsabilità dell’Inter ci sono e di seguito ne andremo a parlare, ma era troppo evidente che si voleva fare di tutto pur di non farci vincere questa partita.
Per quanto ci riguarda, e per la seconda volta in poco tempo, ci siamo presentati a una partita decisiva senza la giusta cattiveria e determinazione; avendo a disposizione due risultati su tre, alla fine abbiamo entrambe le volte lasciato all’avversario l’unico buono per loro, e questo non è un bel segnale.
Julio Cesar non è più il portiere delle ultime tre stagioni e ci può anche stare, dato che uno non è che possa sempre giocare ai massimi livelli: gli avversari contro di noi capitalizzano però quasi sempre il massimo, e questo significherà pure qualcosa.
Mourinho poi, che ormai viene sbattuto fuori appena apre bocca, dovrebbe però cercare di capire che se manca Snejder non può fare giocare davanti sia Milito che Eto’o, primo perchè nessuno li innesca a dovere e secondo perché concediamo troppo a livello fisico.
Sono due grandissimi attaccanti ma hanno bisogno del supporto di un centrocampo che riesca a prendere il sopravvento su quello avversario e li supporti con continuità; se mancano queste condizioni, con uno dei due, a seconda dei casi, deve giocare Mario, anche se combina qualche “cagata” durante la settimana.
Quanto cimetterà poi a capire che Motta, almeno per il momento, è una mezza “sola” ? A Barcellona è stato inguardabile e lo ha tenuto in campo fino alla fine, oggi ha tirato giù Muntari e poi addirittura Cambiasso giocando con le tre punte e con un centrocampo che non recuperava più palla.
Mou, così non va: non è che riempendo la squadra di punte si ottenga sempre il risultato, soprattutto contro certe squadre e in certe serate.
Eh sì ragazzi ! Purtroppo ci siamo messi in una situazione che, se disgraziatamente dovessimo andare fuori Mercoledì in Chanpions, comincerebbe a diventare molto pesante anche perché “lassù qualcuno ci odia” e in questi anni non ha mai smesso di farlo. Anzi!
(Alla fine la citazione cinematografica c’è scappata fuori lo stesso).
Comunque sempre FORZA INTER !
Continua...

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